CONSIGLI UTILI

Cosa fare se si è perso il proprio cane, o se si trova un cane per strada, osa impone la legge in questi casi. Meglio il collare o la pettorina?

 

Volete sapere qualcosa in più sull'interazione più tenera ma anche più rischiosa, quella tra cani e bambini?

 

Vorresti  un cucciolo? Cos'è il microchip?

 

 

 

 

Spesso dietro un piccolo problema si celano grandi incomprensioni. In questa nota molti piccoli problemi trovano una piccola soluzione. In caso di situazioni diverse, chiedi in canile.

QUA LA

ZAMPA!

Preziose informazioni che ciascun proprietario di cane dovrebbe sapere e qualche "dritta" per interagire correttamente e divertirti con il tuo amico a 4 zampe.

Preziose informazioni che ciascun proprietario di cane dovrebbe sapere

e qualche "dritta" per interagire correttamente e divertirti

con il tuo amico a 4 zampe.

LE NOSTRE PAGINE UTILI

Ho smarrito

il cane

Ho trovato

un cane

Collare

o pettorina?

Cani

e bambini

Vorrei

un cucciolo

Cos'è

il microchip?

Problemi

e soluzioni

Amministrazione

 

Innanzitutto, non appena ci si accorge che Fido non si trova più, nemmeno nei posti dove è solito rifugiarsi, è necessario denunciarne lo smarrimento alle autorità sporgendo denuncia di smarrimento al comando dei vigili urbani del comune di residenza (attenzione! questo è un obbligo di legge!!). Accertatevi che copia della denuncia arrivi ai vigili urbani del comune in cui si è smarrito il cane. Se il cane è scomparso da casa vostra, questo passaggio non si applica perché i due comandi coincidono. Ma, se lo smarrimento è avvenuto lontano da casa, assicuratevi che questo accada e se avete qualche dubbio portate voi stessi la copia della denuncia a mano ai vigili del comune in cui avete perso Fido.

 

Ricerca del cane

 

E' buona norma informare il comando dei vigili urbani dei comuni limitrofi a quello di smarrimento (un cane è in grado di spostarsi anche di molti chilometri in poche ore).

Sono i vigili urbani che intervengono sulle segnalazioni di cani vaganti e se sono informati preventivamente possono evitare al cane di finire in canile se sanno già a chi appartiene.

 

Rivolgetevi ai canili sanitari della zona e alle associazioni zoofile che operano nel territorio in cui si è smarrito il cane (e le associazioni potranno fornirti anche utili informazioni su come condurre le ricerche). Mentre fate questo tenete a portata di mano la scheda di identificazione del cane con il numero di tatuaggio o microchip: sono gli unici elementi che possono collegare il cane ritrovato al legittimo proprietario.

Potete anche rivolgervi agli Acchiappanimali, educatori cinofili che hanno creato una unità di ricerca di superficie specializzata nei casi di animali scomparsi.

 

Ritrovamento del cane

 

E' a questo punto che inizia il lavoro vero. Bisogna capire quali sono le cause che hanno allontanato Fido da casa, perché se un cane scappa, spesso è perché non ha dei buoni motivi per restare. Se volete capire meglio il vostro cane, imparare quali sono i suoi reali bisogni e ricevere qualche consiglio su come soddisfarli, venite a trovarci in canile.

Mossa 1

Se possibile, chiudete il cane in uno spazio delimitato come un giardino o un cortile (il cane libero di vagare può spostarsi rapidamente e diventare introvabile).

Se ciò non fosse possibile, cercate di seguirlo a distanza senza tentarne la cattura.

Evitate di toccarlo se manifesta nervosismo o diffidenza.

Non dategli cibo ma solo acqua da bere.

 

 

Mossa 2

Chiamate i Vigili Urbani del Comune in cui si trova il cane.

Nel caso in cui ciò non fosse possibile, chiamate i numeri di pronto intervento (112 – 113 – 115).

Se il cane è rimasto vittima di un incidente informate anche il Servizio Veterinario dell’Asl; il numero viene fornito dal centralino dell’ospedale:

Ospedale Arona: 0322-516 307 - Ospedale Borgomanero: 0322-8481 - Ospedale Novara: 0321-3731

 

Mossa 3

Attendete l’intervento del Pubblico Ufficiale. Fornite le generalità e spiegate chiaramente dove è stato ritrovato il cane, al fine di agevolare la ricerca del proprietario nel caso il cane fosse fuggito.

Mossa 4

Il Pubblico Ufficiale provvederà ad avvertire il canile sanitario convenzionato con il comune. Il cane verrà prelevato da un’addetto e ricoverato presso tale struttura.

 

Mossa 5

Appena giunto in canile, il cane sarà esaminato per valutarne lo stato di salute e per la ricerca del tatuaggio o del microchip. Se non identificato, il Vigile lo iscriverà all’anagrafe canina come “randagio” intestandolo al Sindaco del Comune in cui è stato trovato.

 

Mossa 6

Nei giorni successivi il cane sarà visitato dal veterinario dell’Asl. Se non è identificato con tatuaggio o microchip si provvederà ad identificarlo e a vaccinarlo. Se è ammalato o sofferente sarà adeguatamente curato.

Mossa 7

Se il cane risulta identificato, il proprietario deve nel frattempo fare denuncia di smarrimento presso i Vigili Urbani e presentarsi in canile con il certificato d’identificazione pagando infine le spese di cattura.

Se il cane non risulta identificato ma il proprietario viene ugualmente rintracciato, questi dovrà attendere 10 giorni prima della restituzione.

 

Mossa 8

Se il cane non viene reclamato da nessuno, dopo 10 giorni di osservazione sanitaria (durante i quali verrà seguito da gestori e volontari del canile per le cure del caso), potrà essere messo in lista per l’affidamento. Sarà cura dei volontari del canile cercare una famiglia idonea al cane e che abbia i requisiti di affidabilità.

 

 

 

RICORDATE

Il cane iscritto all’anagrafe canina come “randagio” NON PUO’ per legge essere SOPPRESSO se non in caso di grave sofferenza o comprovata inguaribilità.

Non tutti i canili sono come quelli che si vedono in televisione. Venite a vedere con i vostri occhi… saremo lieti di avervi nostri ospiti!

Qualcuno sostiene che l’uso della pettorina possa portare il cane ad avere una postura scorretta: niente di più sbagliato! Che ne sarebbe allora degli husky o degli altri cani usati per tirare le slitte?

Va detto chiaramente che non tutte le pettorine sono uguali e più avanti vedremo quali sone le principali differenze e quali siano i modelli da preferire.

Errata è anche la convinzione che una pettorina, stringendo il torace del cane, possa in qualche modo nuocere alla sua salute. Se la misura è scelta con cura e la pettorina è regolata bene, non c’è alcuna conseguenza sulla salute del cane, per contro se ne ha un notevole vantaggio dal punto di visto psicologico.

 

Al contrario è proprio il collare che, causa il continuo strozzare e strattonare, può provocare dei danni fisici al collo ed alla colonna vertebrale per non parlare della scorretta relazione psicologica che innesca.

Ancora più negativi sono gli effetti del collare “a strangolo” o “a strozzo”:

 

    lesioni ai vasi sanguigni dell’occhio

    danni a trachea ed esofago

    gravi traumi alla colonna vertebrale

    svenimenti

    paralisi temporanea delle zampe anteriori

    paralisi del nervo laringeo

    atassia, cioè perdita di coordinazione muscolare, degli arti posteriori

 

E quello che va assolutamente detto è che non c’entra la mole del cane: affermazioni come “il mio Rottweiler è un toro e il collare a strozzo lo tollera benissimo” sono solo il manifesto di scarsa conoscenza della materia o di fenomeni (umani) ancora peggiori.

Anche il guinzaglio è un attrezzo importante per comunicare con il nostro cane mentre siamo a spasso. Di certo è da preferire un guinzaglio di circa 3 metri, fisso, magari con qualche anello per regolarne la lunghezza a seconda dell'ambiente in cui si svolge la passeggiata.

Meglio non utilizzare i cosiddetti "flexi" soprattutto sui cani di taglia più piccola. Questi infatti esercitano una tensione costante sul cane che però è comunque libero di muoversi. Risultato: insegnano al cane che, tirando, il guinzaglio si allunga e consente di proseguire nella direzione desiderata. In altre parole insegnano al cane a tirare.

Ma non solo: sono anche una fonte di confusione poiché non consentono al cane di percepire una coerenza del gesto. Infatti, dopo un po' che il cane tira, il flexi arriva a fine corsa e si "pianta", strattonando il cane: messaggio in palese contraddizione con il precedente. Il cane si trova quindi con due messaggi contraddittori e senza la possibilità di identificare un "raggio d'azione consentito" al cui centro ci dobbiamo essere sempre e comunque noi.

Il cane è una delle specie che meglio si adattano ai bambini, tuttavia anche loro hanno dei limiti… I movimenti goffi, la voce acuta e le mani che toccano, tirano ed esplorano potrebbero risultare fastidiosi o intimidatori per il cane. Ma se insegnate al vostro bambino a convivere con il vostro cane, presto diventeranno inseparabili complici!

 

Sette Semplici Regole

 

Per impostare un rapporto equilibrato tra il bimbo e il cane, basta seguire alcune semplici regole:

 

1. Non scartate il cane se nasce un bambino, ma fategli capire che, da quando c’è il neonato, lui ha più attenzioni di prima. Coccolate spesso il cane in presenza del bambino: capirà presto che riceverà più amore di prima e non si sentirà in competizione.

 

2. Spesso i cani rubano i giocattoli dei bambini: non sgridateli per questo, ma sappiate che si tratta di un complimento, poiché significa che desiderano avere qualcosa che odori come il bambino

3. Non fate mai avvicinare o svegliare un cane quando dorme: anche se talvolta sembra essere ad occhi semi-aperti, in quel momento dorme profondamente e un risveglio improvviso potrebbe impaurirlo. Quando dorme, il cane spesso sogna ed emette ringhi e sobbalzi, muove le zampe in modo involontario, come se fosse di corsa o in caccia: chiamatelo per farlo svegliare, non scuotetelo senza preavviso

 

4. Insegnate al bambino a non piombare inaspettatamente alle spalle del cane, né ad inseguirlo quando va a rintanarsi: segretezza e quiete vanno rispettati

 

5. Un cane adulto quando mangia non va importunato: non permettete mai al bambino di togliere al cane ciotole di cibo o, peggio ancora, ossa.

 

6. Non permettete al bambino di attaccarsi al collo del cane o di montargli in groppa, come se fosse un cavallo: potrebbe involontariamente fargli del male sgroppandolo. Sappiate inoltre che per il cane ciò rappresenta un’aggressione.

 

7. Evitate che il bambino ingaggi con il cane giochi che prevedono il confronto fisico, come il tira e molla, il rincorrersi o l’invito a mordere: sono attività che stimolano nel cane un atteggiamento di eccitazione, aggressività e predazione.

 

Quando occorre fare attenzione?

 

E’ importante che gli adulti sappiano riconoscere nel cane i segnali di stress:

 

Fase prima: sbadiglia, si lecca, si gratta, lecca le zampe

 

Fase seconda: ansima, suda dai cuscinetti plantari, non trova un posto dove stare, si sposta in continuazione

 

Fase terza: trema, è nervoso, mostra i denti, ringhia

 

Fate anche attenzione se le orecchie e la testa sono alte, gli occhi fissi, l’espressione tesa, la coda alta e il pelo ritto sulle scapole. Anche labbra e pieghe facciali portate all’indietro e labbra arricciate che lasciano intravedere denti e gengive denotano disagio da parte del cane.

 

Se individuate questi segnali, allontanate il bambino e cercate di eliminare la situazione di stress per il cane.

Infine, non lasciate mai soli con il vostro quattro zampe bambini maldestri o che non sanno come trattare con i cani in modo corretto.

 

Si è spesso convinti che un cucciolo, come un libro bianco ancora da scrivere, sia più facile da plasmare secondo le nostre esigenze e che più facilmente si leghi a noi e alla nostra casa.

 

Ma ciò non è corretto.

Adottare un cucciolo è di certo il primo pensiero che passa per la testa quando si pensa di prendere in affido un cane. Contrariamente a quanto può sembrare, adottare un cucciolo è una decisione molto impegnativa, a volte più impegnativa di adottare un cane adulto.

 

I motivi risiedono nel fatto che al cucciolo serve un contesto corretto in cui apprendere le norme base per essere un buon cane e perciò ha bisogno di una presenza molto assidua dei suoi riferimenti umani.

 

Inoltre, il tanto tempo speso insieme che ci richiede il cagnolino, deve essere utilizzato per formare il suo carattere in modo che da adulto sia esente da vizi comportamentali che possono dare origine anche a situazioni spiacevoli. Sarà quindi necessario seguirlo ed educarlo correttamente, con coerenza, senza sgridarlo, senza lasciare che prenda possesso della casa e dei suoi occupanti.

Infine va sempre tenuto presente che adottare un cucciolo è un'azione che porta tanta gioia in una famiglia ma è anche l'atto iniziale di un rapporto che durerà nella media circa 15 anni.

 

CuccioloAdottare un cane adulto dal carattere già formato non richiede ai nuovi padroni di trasformarsi in asilo, scuola e università del cane e consente alla nuova famiglia di concentrarsi su semplici norme di base per instaurare un solido rapporto di amicizia che nulla ha di diverso con quello che si instaurerebbe con un cucciolo.

 

 

Proprio per l’impegno necessario alla sua educazione, sconsigliamo l’adozione di un cucciolo a chi non ha mai avuto cani ed è privo di esperienza. Ma anche a chi ha già avuto un amico a quattro zampe, suggeriamo di porsi una serie di domande:

Sono disposto a pensare a un rapporto di vita in comune per 15 anni?

 

Sono sicuro che tutta la famiglia sia d'accordo?

 

Ho tempo a sufficienza da dedicare al cucciolo perché cresca bene?

 

 Il cucciolo avrà a disposizione un ambiente adeguato in cui muoversi?

 

Un cucciolo scava, morde, gioca in continuazione per almeno tutto il primo anno di vita, sono pronto?

 

Sono disposto a mettere da parte le vecchie modalità di gestione dei cuccioli per intraprendere la strada dell'educatore?

 

Sono certo di sapere come impartire gli insegnamenti al cucciolo in modo corretto?

 

Sono in grado di sviluppare le sue peculiarità e di correggere i suoi comportamenti sbagliati in modo appropriato?

 

Sono consapevole del fatto che il cucciolo crescerà e non resterà per sempre un tenero batuffolo?

 

Sono organizzato per le vacanze? Dove rimarrà Fido?

 

Se la risposta a tutte le domande è sì, allora siete pronti per un cucciolo.

Dal 1991 è in vigore una legge a livello nazionale che obbliga tutti i cittadini a dichiarare il possesso di un cane e quindi a registrare il proprio Fido presso l’Anagrafe Canina del proprio Comune di Residenza. Chi non procede all’identificazione del cane viene punito con una sanzione amministrativa. Dal 1° gennaio 2005 il microchip è diventato l’unico sistema identificativo a livello nazionale.

Come si identifica un cane?

Un cane è identificato quando porta con sé un microchip nel quale è registrato un NUMERO UNICO. Il microchip viene iniettato con una normale iniezione sotto la cute del cane e quindi non può andare perso. Tutti i numeri di microchip associati con i rispettivi proprietari sono raccolti nelle basi dati delle anagrafi canine.

Cos’è il microchip?

Tecnicamente il microchip è un transponder miniaturizzato cioè un circuito elettronico microscopico; ha la forma di una minuscola capsulina che misura pochissimi millimetri in lunghezza e spesso non arriva al millimetro in diametro.

Il microchip emette un brevissimo segnale solo se “attivato” da un apposito lettore.

Sullo schermo di questo lettore appare una serie di 15 numeri: il codice unico al mondo che identifica il nostro Fido. I lettori sono in dotazione ai veterinari, alle Asl, ai vigili urbani e agli operatori dei canili.

Per facilitare la lettura, il microchip viene iniettato a tutti i cani nella stessa zona, dietro l’orecchio sinistro. Tuttavia c’è da tenere presente che il microchip può spostarsi e scivolare in zone diverse del corpo, tipo petto o ventre. Per questo è necessario controllare con cura tutto il cane.

Applicare il microchip fa male?

Assolutamente no! E’ come un’iniezione, solo che viene fatta con una siringa apposita e un ago un po’ più grande. L’operazione di inserimento dura poche frazioni di secondo: nulla in confronto al doloroso tatuaggio di una volta.

Il microchip è realizzato in materiale biocompatibile e non comporta rischi per la salute del cane né pericolo di crisi di rigetto.

E se il cane cambia proprietario?

Chi cede il cane è obbligato a comunicare all’anagrafe canina di competenza (regionale) la cessione dell’animale. E’ buona norma che il vecchio e il nuovo proprietario si rechino insieme all’anagrafe canina e compilino insieme il documento di cessione.

Tanto il mio cane non scappa…

Fate sempre identificare il vostro cane, anche se siete certi che non scapperà mai. Gli imprevisti che possono capitare sono molti: pensate per esempio al furto, ai fuochi artificiali, a un temporale improvviso o a una cagnetta in calore.

Nel nostro canile il 60% dei cani vaganti catturati sono identificati e vengono restituiti al proprietario nel giro di pochi giorni. Il restante 40%, anche se di certo ha un padrone, nella maggior parte dei casi è costretto a trovare un’altra casa o, peggio, a rimanere in canile!

Il microchip si scarica?

Il microchip NON si scarica perché non ha batterie. Il segnale che trasmette durante la lettura è indotto dal lettore stesso.

Cosa NON può fare il microchip?

Il microchip non è un sistema GPS e non consente di localizzare il cane che si sia smarrito.

 

IMPORTANTE!!!

Verificate sempre di persona il codice del microchip dopo l’applicazione. Controllate TUTTE le cifre. Verificate con il veterinario che venga regolarmente e correttamente inserito nella banca dati della vostra Anagrafe Canina regionale.

 

Consigliamo vivamente di verificare di persona l’avvenuta registrazione presso l’ufficio competente.

 

 

Per informazioni e applicazione microchip rivolgiti all’Asl di competenza:

 

Novara – Viale Roma 7 – Tel. 0321.374.383

Arona – Piazza De Filippi 2 – Tel. 0322.516.516

Borgomanero – Viale Zoppis 6 – Tel. 0322.848.362

Trecate – Via Rugiada 20 – Tel. 0321.786.636

Piccole Soluzioni per Piccoli Problemi

Quando un amico a quattro zampe entra in famiglia (che provenga dal canile o dal miglior allevamento) ci si può trovare di fronte a situazioni che rischiano di minare il rapporto con il nuovo arrivato solo perché non si riesce a indirizzare correttamente il problema e i risultati tardano ad arrivare.

Invece a volte basta davvero poco per raggiungere lo scopo: ecco qualche utile indicazione per affrontare, almeno in prima battuta i piccoli problemi che si possono presentare.

 

Di fronte alle novità

Se nel corso della sua vita il cane ha avuto modo di conoscere solo poche cose, è probabile che si spaventi se messo di fronte a qualcosa di mai visto. In questo caso non forzatelo, non tiratelo verso ciò che gli fa paura ma fate in modo che si abitui alla novità per gradi. Spesso il modo migliore per dimostrargli che non c’è niente da temere è dare le spalle a ciò che per lui è un pericolo: se voi che siete il suo punto di riferimento siete tanto tranquilli da voltare le spalle alla “minaccia”, lui valuterà che forse non si tratta di vera minaccia.

E’ un cane adulto e sporca ancora in casa

Sberle e rimproveri non portano a nulla. Lo stesso dicasi per il vecchio consiglio di mettere il naso del cane nella sua pipì: a lui non provoca alcun ribrezzo. Al contrario, ignoratelo quando sporca in casa e non fatevi vedere quando pulite. Sappiate infatti che le madri puliscono abitualmente i bisogni dei cuccioli: vedervi pulire il suo piccolo disastro potrebbe essere inteso come una sorta di approvazione del suo gesto.

Portatelo fuori spesso e premiatelo con gustosi bocconcini quando avrà sporcato. In pochi giorni avrà capito dove può sporcare e dove no.

 

I temporali

Se un cane adulto si spaventa durante i temporali mantenete un atteggiamento calmo e tranquillo. Non rinforzate le sue paure andando ad abbracciarlo ed accarezzandolo in continuazione: avrebbe la conferma che c’è realmente qualcosa di cui aver paura. Mostrate invece di esservi accorti del rumore e poi continuate a fare ciò che stavate facendo.

 

Il mio cane scappa

Per natura il cane ha bisogno di vivere in branco. Se non viene coinvolto nelle attività di famiglia non potrà sentirsene parte e non avrà alcun motivo per restare a casa vostra. Passate perciò del tempo con lui e non relegatelo al recinto o al suo pezzettino di giardino ma tenetelo il più possibile vicino a voi nelle vostre occupazioni quotidiane: in breve si sentirà parte del gruppo e non troverà più ragione per allontanarsi.

La paura dell'automobile

Non è un problema insolito. In particolare se l’unica occasione in cui vi sale è per andare dal veterinario… Cerchiamo di far sì che Fido familiarizzi con la nostra automobile quando questa non è in movimento. Lasciamo tutte le portiere aperte e facciamolo giocare all’interno usando il suo gioco preferito o dei bocconcini appetitosi. Dopo qualcuna di queste “sedute” possiamo provare a chiudere le portiere e, in un secondo momento, anche a mettere in moto l’auto e a fare dei brevi tragitti. Facciamoci aiutare da una seconda persona di cui il cane si fidi e che lo distragga con il giocattolo o con i bocconcini. Poco per volta il nostro amico inizierà a non temere più la situazione e potrà accompagnarci in viaggi più lunghi. E potremo iniziare a fargli capire che con l’auto non si va solo a fare la vaccinazione, ma anche a fare una gita al lago o a prendere un gelato.

 

A casa da solo

Il nostro nuovo amico va abituato alle nostre assenze in modo graduale. Cominciamo ad assentarci per 5 minuti ed aumentiamo poco per volta la durata della separazione. Salutiamolo ogni volta con la stessa frase o parola, che useremo solo a questo scopo. In breve la collegherà al fatto che stiamo uscendo ma che rientreremo e rimarrà tranquillo ad aspettarci.

DROP vi consiglia:

 

Al canile si accede dalla stradina sterrata nei pressi del passaggioa livello che conduce direttamente

all'area dei box.

 

Lasciate pure l'auto nel parcheggio e proseguite a piedi verso il cancello pedonale che si trova in fondo alla carrabile.

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Ufficio: 0322.89554

Email: info@canilerifugiopaquito.org

Elisa: 349.55.43.219

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